Non si paga la tassa rifiuti se la casa è disabitata

Non si paga la tassa rifiuti se la casa è disabitata

Tra i diversi tipi di imposte e tasse riferite all’abitazione la tassa sui rifiuti è una di quelle che, nel corso degli anni, hanno cambiato spesso nome: oggi TARI, in passato TARSU E TARES.

La tassa in questione è dovuta come corrispettivo della raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti nelle abitazioni, nei locali commerciali, studi professionali e altre attività produttive.

CALCOLO DELLA TASSA RIFIUTI

L’importo e le modalità di calcolo possono variare da comune a comune; in generale la tassa è composta da una parte fissa, pari al costo del servizio e calcolata in base alla superficie dell’immobile e da una parte variabile, calcolata in base alla quantità di rifiuti prodotti; quest’ultimo dato viene desunto dal numero dei componenti del nucleo familiare.

La legge ed i regolamenti comunali prevedono alcuni casi di esenzione e di riduzione della TARI, ad esempio nel caso di smaltimento in proprio dei rifiuti, oppure se si dimostra che la casa è occupata per brevi periodi.

PRESUPPOSTI DEL TRIBUTO

A questo proposito la Suprema Corte ha chiarito che la tassa è dovuta indipendentemente dal fatto che il contribuente utilizzi il servizio, al verificarsi della sola detenzione dell’immobile, anche nei casi di utilizzo saltuario (Cass. sent. 14459/2004 e sent. 9633/2012).

Questo perché il presupposto impositivo del tributo si identifica con l’istituzione del servizio, non con la materiale fruizione dello stesso.

Per tale ragione, precisa sempre la Cassazione, la difficoltà di fruire del servizio per ragioni oggettive – quali, ad esempio, la distanza dell’immobile dal centro raccolta o i disservizi legati alla raccolta dei rifiuti – comporta non già l’esenzione dalla tassa ma, bensì, una riduzione della stessa ai sensi dell’art. 59 del decreto legislativo n. 507/1993, che disciplina la materia (Cass. sent. 18022/2013).

IMMOBILE DISABITATO

Un caso di esenzione è quello dell’immobile disabitato e che, per tale ragione, non può produrre rifiuti, come ha avuto modo di precisare la Corte di Cassazione in più occasioni.

Al fine di ottenere l’esenzione, tuttavia, è necessario fornire la prova che l’immobile sia disabitato; per far questo occorre consentire all’amministrazione locale di verificarlo, attraverso elementi presuntivi.

ELEMENTI DI PROVA

Fra questi, il più comune è il mancato allacciamento (o il distacco) delle utenze alla rete idrica, elettrica e fognaria: la mancanza di questi servizi fondamentali per un’abitazione o per un locale è elemento idoneo, per i comuni, all’applicazione dell’esenzione.

Accanto a tale dimostrazione anche la mancanza di mobilio o di altri arredi può confermare che l’immobile è disabitato;  tuttavia, qualora a seguito di controllo in sede di ispezione amministrativa, dovesse essere rilevata la presenza di mobili sarà l’ente stesso a disporre ulteriori verifiche per il calcolo dell’imposta.

pubblicato il 12/09/2017

A cura di: Daniela D'Agostino

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