Successioni digitali: cosa succede a conti online e wallet dopo la morte

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Oggi più che mai, la nostra vita digitale incide sulla nostra esistenza quotidiana. Un tempo si gestivano solo beni materiali, adesso, però, abbiamo ogni giorno a che fare con conti online, wallet digitali e profili sui social media. Ma cosa succede a queste risorse, in alcuni casi molto cospicue, in caso di decesso del titolare? Affrontare il tema delle successioni digitali è un tema molto attuale ed è necessario le conoscenze giuste affinché i nostri beni digitali siano gestiti secondo le nostre volontà.

La crescita delle risorse digitali

Con la tecnologia che avanza a un ritmo spedito, sono in costante aumento le persone che si trovano a possedere risorse digitali. Secondo un rapporto di Statista, già nel 2021 il numero di utenti di servizi di pagamento online aveva superato i 2,5 miliardi a livello globale. In quegli anni, l’emergenza Covid ha inciso, ma il trend non si è mai fermato. Quando parliamo di risorse digitali, facciamo riferimento a conti bancari online, portafogli digitali come PayPal e criptovalute. Anche se intangibili, queste risorse hanno un valore significativo e richiedono una pianificazione adeguata in caso di successione.

Cosa succede ai conti online dopo la morte

Quando una persona muore, la gestione dei suoi conti online può diventare complicata. In Italia, la legge non prevede specifiche normative per le successioni digitali. Tuttavia, i beni digitali possono essere considerati parte del patrimonio del defunto e quindi soggetti alle norme generali sulle successioni. In mancanza di specifiche diverse, dunque, si applica ciò che è già previsto dal Codice Civile. Questo, naturalmente, avviene in assenza di un’esplicita volontà lasciata in vita dal defunto.

Normativa e pratiche

Secondo il Codice Civile italiano, in particolare l'articolo 456, i beni del defunto devono essere trasferiti agli eredi. Questo include anche i conti online e le risorse digitali. Gli eredi devono dimostrare la loro identità e il diritto alla successione per accedere a tali beni. Tuttavia, molte piattaforme online hanno politiche diverse riguardo alla gestione degli account dopo la morte dell'utente, il che può complicare ulteriormente la situazione.

Wallet e criptovalute: un caso particolare

Le criptovalute e i wallet digitali presentano una sfida unica. Poiché le criptovalute sono decentralizzate e non regolamentate da istituzioni centrali, non esiste un sistema uniforme per il trasferimento di queste risorse dopo la morte. La chiave privata necessaria per accedere a un wallet di criptovaluta è fondamentale, e se non viene condivisa con gli eredi, il valore delle criptovalute potrebbe andare perso.

Cosa fare per prevenire problemi

Per evitare complicazioni, ci sono alcune misure preventive che possiamo adottare:

  • Documentazione: Tieni un registro dettagliato delle tue risorse digitali, inclusi conti, password e chiavi private. Questo documento dovrebbe essere custodito in un luogo sicuro e accessibile agli eredi.
  • Consenso e testamento: Includi nel tuo testamento una clausola specifica che indichi come gestire i beni digitali. Alcune piattaforme, come Facebook e Google, offrono opzioni per designare un erede digitale.
  • Controllo delle politiche delle piattaforme: Informati sulle politiche delle diverse piattaforme riguardo alla successione. Ad esempio, Google consente di nominare un "erede digitale" attraverso le impostazioni dell'account.

La questione della privacy

Un altro aspetto importante è la privacy. La gestione dei beni digitali dopo la morte deve rispettare le normative sulla protezione dei dati personali, come il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Gli eredi potrebbero affrontare restrizioni nell'accesso a informazioni sensibili. È fondamentale informare gli eredi delle implicazioni legate alla privacy e fornire loro le informazioni necessarie per accedere ai conti.

pubblicato il 27/05/2026

A cura di: Tiziana Casciaro

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