Case vacanza e affitti brevi: cosa cambia con il nuovo Codice Identificativo Nazionale

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Nel 2024 l'Italia ha introdotto il nuovo Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le strutture turistiche e gli affitti brevi, un passo significativo verso una maggiore regolamentazione e trasparenza nel settore. A distanza di due anni è importante analizzare come questa normativa stia influenzando il mercato e quali cambiamenti sono stati apportati. Con oltre 718.975 strutture registrate e 648.476 CIN rilasciati, il sistema ha già un impatto notevole, coprendo nel mese di giugno 2026 circa il 90,19% delle strutture esistenti.

Chi deve richiedere il CIN?

L'obbligo di richiedere il CIN si applica a diverse categorie:

  • Titolari o gestori di strutture turistiche: sia alberghiere che extralberghiere.
  • Locatori di unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche.
  • Locatori di unità immobiliari ad uso abitativo per locazioni brevi, come definito dal decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Il Ministero del Turismo fa sapere che anche chi possiede già un codice identificativo regionale o provinciale deve richiedere il CIN, in quanto questo non sostituisce i codici esistenti, ma si aggiunge ad essi.

Il CIN deve essere esposto all’esterno dello stabile in cui sono collocati gli appartamenti o le strutture e va indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.

CIN e sanzioni

La normativa sul CIN è effettivamente applicabile dal 2 novembre 2024, con sanzioni che sono entrate in vigore dal 2 gennaio 2025. Le multe per chi non rispetta queste nuove regole variano da 800 a 8.000 euro per l'assenza di CIN, e da 500 a 5.000 euro per la mancata esposizione del codice.

Cos'è la BDRS?

Per ottenere il CIN, i gestori devono registrare la loro struttura nella Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR). La Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche (BDSR) è stata istituita ai sensi dell'articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. Questa banca dati rappresenta un elemento importante per garantire la tutela dei consumatori, promuovere la concorrenza e garantire la trasparenza nel mercato.

La BDSR funge da strumento di coordinamento informativo, facilitando l'interoperabilità dei dati tra le amministrazioni statali e locali. Il suo obiettivo principale è fornire una mappatura dettagliata degli esercizi ricettivi a livello nazionale, contribuendo così a contrastare fenomeni di ospitalità irregolare.

Le informazioni contenute nella BDSR comprendono:

  • Tipologia di alloggio;
  • Ubicazione;
  • Capacità ricettiva;
  • Soggetto che gestisce l'attività ricettiva;
  • Codice identificativo regionale, se adottato, o codice alfanumerico univoco.

Il processo richiede la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e la registrazione nella banca dati regionale. Una volta completati questi passaggi, è possibile richiedere il CIN accedendo alla piattaforma BDSR tramite SPID o CIE.

Quali sono le implicazioni per i locatori?

Con l'introduzione del CIN, i locatori di unità immobiliari devono essere consapevoli delle responsabilità associate alla registrazione. Se non si possiede un CIN, ci si espone a sanzioni significative, non solo per l’assenza del codice, ma anche per la mancata esposizione in annunci e strutture. Si tratta di un cambiamento fondamentale poiché i locatori ora devono garantire che le informazioni siano sempre aggiornate e corrette.

Intermediari e portali di annunci: come funziona

Un altro elemento importante riguarda gli intermediari e i gestori di portali telematici. Questi soggetti sono tenuti a garantire che il CIN sia indicato in tutti gli annunci pubblicati. In caso contrario, possono essere soggetti a sanzioni. L’obiettivo finale è creare un sistema più trasparente e responsabile che protegga sia i locatori che gli ospiti.

Requisiti di sicurezza

La sicurezza è un altro aspetto da non trascurare. Tutte le unità immobiliari destinate a locazioni brevi o per finalità turistiche devono essere dotate di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio, oltre a estintori portatili a norma di legge. Questi requisiti mirano a garantire la sicurezza degli ospiti e a conformarsi alle normative vigenti, evitando incidenti che potrebbero compromettere l'immagine del settore.

pubblicato il 04/06/2026

A cura di: Tiziana Casciaro

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