Le misure anti-Covid del decreto di gennaio

Le misure anti-Covid del decreto di gennaio

Come preannunciato, dopo le festività natalizie, con la riapertura delle scuole, il nostro Governo ha emanato un nuovo decreto per far fronte al riespandersi del virus.
Ulteriore necessità è quella di iniziare a regolamentare la distribuzione dei vaccini, iniziata a fine dicembre, con la somministrazione alle categorie più fragili ed esposte, primi tra tutti medici ed anziani nelle RSA.

Vediamo quali sono le misure previste dal decreto.

Proroga dello stato di emergenza

Con il decreto-legge n.2 del 14 gennaio 2021, pubblicato sulla GU n.10 del 14.01.2021, viene in primo luogo prorogato al 10 aprile 2021 lo stato di emergenza, inizialmente previsto fino al 21.1.21; ciò significa che tutte le misure generali stabilite per far fronte alla pandemia (uso di mascherine e altri dispositivi di sicurezza, lavoro agile, etc.) devono essere mantenute almeno fino a quella data.
Viene, inoltre, confermato e prorogato il cd. “coprifuoco” dalle 22.00 alle 5.00, con divieto di spostamento se non per comprovate necessità lavorative o sanitarie.

Spostamenti

Sempre a livello nazionale, dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento tra le regioni, salve esigenze lavorative o situazioni o motivi di salute; consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
Fino al 5 marzo 2021 è consentito recarsi a far visita verso una abitazione privata, una volta al giorno, al massimo in due persone, senza contare gli infra quattordicenni, i disabili e le persone non autosufficienti.
Anche nelle zone ad alto e medio rischio, “rosse” e “arancioni”, sono comunque consentiti gli  spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza  non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Novità del decreto

Sono istituite le zone “bianche”, cioè quelle che, con ordinanza del Ministro della salute,  presentano un livello di rischio basso, ove nel relativo  territorio si manifesti una incidenza  settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti.
All’interno di queste zone non si applicano le misure restrittive previste per le altre zone, scenario al momento ancora lontano.
Tra le altre novità del decreto, l’istituzione di una piattaforma informativa nazionale, con il fine di monitorare e agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione dei vaccini.

Suddivisione delle regioni

Rimane ferma la distinzione tra le regioni, in base all’indice di contagio Rt, che misura la potenziale trasmissibilità dell’infezione da Covid-19, in base al numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia stessa.
In base al valore di Rt, che viene aggiornato settimanalmente dall’Istituto Superiore di Sanità, il Governo monitora la situazione all’interno di ciascuna regione, con possibilità di passaggio da una zona ad un’altra ogni 15 giorni, periodo considerato utile per valutare gli effetti delle misure restrittive applicate.

pubblicato il 22/01/2021

A cura di: Daniela D'Agostino

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