Vietato il contante per pagare gli stipendi

Vietato il contante per pagare gli stipendiDal 1 luglio 2018 tutte le somme dovute dai datori di lavoro ai dipendenti per le retribuzioni non potranno essere più pagate in contanti ma dovranno essere versate mediante strumenti di pagamento che ne garantiscano la tracciabilità.

E’ quanto prevede la Legge di bilancio 2018, approvata dal Parlamento il 27.12.2017, tra le varie misure previste per il 2018 e per il prossimo triennio (per una sintesi sulla legge si rinvia all’articolo specifico). 

MODALITA’ DI PAGAMENTO

In particolare, la legge stabilisce che gli stipendi e tutte le somme erogate a tale titolo, compresi gli anticipi, dovranno essere pagati sul conto corrente del lavoratore con bonifico bancario, o con versamento effettuato tramite carta di credito o altri strumenti elettronici, oppure anche con assegno intestato al lavoratore e consegnato a lui o ad altro soggetto, familiare o convivente, da questi delegato.
Unica possibilità di pagamento in contanti sarà quella effettuata dall’istituto di credito o dall’ufficio postale dove il datore di lavoro avrà aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento e presso cui il lavoratore potrà recarsi qualora non abbia un conto corrente o abbia necessità immediata di liquidità, come negli altri casi di impossibilità di utilizzo da parte di lavoro di strumenti elettronici di pagamento.

TUTELA DEL LAVORATORE

In ogni caso la finalità delle norme è quella di garantire la tracciabilità delle somme versate dal datore di lavoro, con l’obiettivo di tutelare il lavoratore che molto spesso è costretto a ricevere importi inferiori da quelli risultanti in busta paga o dovuti per legge, fenomeno purtroppo diffuso e che non sempre viene denunciato dai lavoratori per timore di perdere il lavoro.
A tal proposito è stabilito che non avrà alcuna rilevanza la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga, che non costituirà prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
Va detto che la misura prevista sarà efficace laddove esista un contratto di assunzione o, comunque, il rapporto di lavoro sia regolarizzato ma non consentirà l’emersione del lavoro in nero; ciò non toglie che la nuova legge costituirà per i datori di lavoro un deterrente – si spera – anche nei casi di lavoro sommerso, proprio in quanto consentirà ai lavoratori di avvalersi anche delle tutele previste dalla legge in esame.

AMBITO DI APPLICAZIONE

La novità legislativa investirà tutti i settori, compreso quello dell’edilizia e dei servizi, dove spesso sono proprio gli operai assunti stagionalmente o per brevi periodi ad essere pagati in contanti e per importi inferiori al dovuto.
L’ambito di applicazione riguarda in particolare ogni tipologia di rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.

RAPPORTI ESCLUSI

Rimangono esclusi dall’obbligo di tracciabilità i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni, i rapporti di lavoro concernenti gli addetti ai servizi domestici che prestano la loro opera, continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, con retribuzione in denaro o in natura, nonché i rapporti di lavoro per gli addetti a servizi familiari e domestici.

SANZIONI E CAMPAGNE INFORMATIVE

Sono previste sanzioni per i datori di lavoro che non rispetteranno l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti ai dipendenti, ai quali potrà essere applicata una sanzione amministrativa e pecuniaria da € 1.000 ad € 5.000.
La legge, infine, dispone che il Governo stipulerà con le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale, con l’Associazione bancaria italiana e con la società Poste italiane Spa una convenzione con la quale saranno individuati gli strumenti di comunicazione idonei a promuovere la conoscenza e la corretta attuazione della nuova normativa.

pubblicato il 13/01/2018

A cura di: Daniela D'Agostino

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